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Teatro Summarte

Rosaria de Cicco: I Giorni Dell'Abbandono

13 gen 2023, 21:30

Prezzo di listino €16,50
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Vendita Esaurito

Venerdì 13 Gennaio al Teatro Summarte: Rosaria de Cicco in "I Giorni Dell'Abbandono"

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Info spettacolo

Lo spettacolo dura circa 2 ore.

È consigliato arrivare in ancitipo.

All'interno del Teatro sarà aperto il bar.

Il Teatro non è dotato di parcheggio interno.

Come raggiungerci

Ci troviamo a Via Roma n 15, al centro di Somma Vesuviana.

In auto: uscita 268 più vicina "Somma Vesuviana", uscita ex162 più vicina "Pomigliano D'Arco". Avvia il navigatore.

In treno: Circumvesuviana linea per Sarno, fermata "Somma Vesuviana", dall'uscita procedere dritto fino all'incrocio, girare a destra e procedere dritto, troverete il Teatro alla vostra destra.

Non abbiamo un parcheggio interno ma è possibile parchegiare nei pressi del Teatro, a pochi metri è disponibile un parcheggio nei pressi della posta.

  • Venerdì 13 Gennaio al Teatro Summarte: Rosaria de Cicco in "I Giorni Dell'Abbandono"
    I GIORNI DELL’ABBANDONO

    di Elena Ferrante
    con Rosaria De Cicco
    adattamento e regia Annamaria Russo

    La fine di un amore. I territori impervi dell’abbandono, nei quali si finisce per essere
    scaraventati da un addio imprevisto, imprevedibile, assolutamente inevitabile. Una
    storia universale, declinata al singolare, ma nella quale ciascuno finisce per veder
    riflessa l’ombra delle proprie paure o dei propri ricordi.
    La storia di Olga, di un matrimonio apparentemente felice che naufraga tra le onde
    inarrestabili di un desiderio nuovo, prepotente, devastante.
    Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall’umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una alienata e intermittente percezione di sé. Comincia a questo punto una caduta rovinosa che mozza il respiro, un racconto che cattura e trascina fino al fondo più nero, più dolente dello strazio.
    Un lacerante viaggio al centro dell’anima, nei gironi infernali delle paure e dell’insicurezza, del dolore e del passato. Le parole delle Ferrante sono schegge di vita che dilaniano la carne, frammenti di domande che pretendono riposte impossibili da trovare, rigurgiti di rimpianti che chiedono voce per ritrovare il senso di un percorso.
    Per mettere in scena un libro così, non potevamo che affidare ad una sola, potente,
    voce i chiaroscuri di questa storia, che è la storia eterna dell’amore negato.

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